Sunday, 18 February 2007

Nella terra degli indiani

Voglio scrivere una storia. Una storia ambientata nella terra dei Native Indians, prima della scoperta dell'America, prima di Colombo e dei conquistadores, quando gli autoctoni vivevano in villaggi in quello che poi sarebbe diventato il paese piu' potente del mondo. Ignari del fatto che, dall'altra parte dell'oceano esisteva un mondo parallelo molto piu' avanzato e al contempo molto piu' corrotto e tribolato. Mi ha sempre fatto un certo effetto pensare che questi popoli vivessero laddove ora sorgono citta' immense e ultratecnologiche. L'Europa ci ha messo secoli e secoli per svilupparsi e crearsi un'identita', di popoli, di linguaggi, mentre il Nuovo Continente non solo ha impiegato forse un quarto del tempo, ma e' anche piu' avanzato sotto certi aspetti ( e non pochi, a dire il vero).

Questo perche' partiva avvantaggiato. Era come una tabula rasa su cui l'uomo ha potuto ripartire da zero, cercando di evitare gli errori piu' macroscopici commessi durante la centenaria storia del Vecchio Continente. Ci avete mai pensato... L'America non ha mai avuto re, o regine, principi e principesse. E' una cosa che mi ha sempre affascinato, cosi' come il fatto che tutt'oggi, alcuni stati americani portano ancora il nome delle tribu' di indiani che li abitavano secoli e secoli fa.

Avrei voluto essere un'indiana. Di quelle con i capelli lunghi al vento e gli occhi allungati...ok, magari qui sono un po' influenzata da Pocahontas... Eden mi ha detto che secondo lei, in una qualche vita precedente io lo sono stata davvero, un'Indiana. :)

Cmq, tutto questo mi e' venuto in mente pensando alla scena finale di Apocalypto..che e' la mia preferita, e mi ha dato i brividi la prima volta che l'ho vista. Chi non vuole spoiler smetta di leggere qui!!!!! ....ma sono sicura che non siete poi troppo bothered... :)

Alla fine, quando Jaguar Paw e i suoi inseguitori giungono finalmente alla spiaggia, e si fermano come abbagliati guardando qualcosa che si staglia all'orizzonte. La camera segue i loro sguardi e possiamo vedere, sul mare, una piccola flotta di navi si sta avvicinando, con uomini cosi' diversi che guardano nella loro direzione. Quasi come se vivessero su due pianeti differenti, eppure e' lo stesso...

Come al solito e' tardi, sono le due di notte, e io sto per andare a dormire. Mi chiedevo che cosa vorrei fare adesso, per uscire da questo stato in cui mi trovo. Ma non so proprio cosa fare! A parte magari uscire e cercare di distrarmi un po', ha ragione Chiara, pensare che devo smettere di pensare e' comunque pensare! Beh magari se esco con le mie amiche avro' piu possibilita' di distrazione, che ne so...bloody hell!! Perche' mi vado sempre a mettere in queste situazioni???

Qualche anno fa mi consolavo dicendo che beh, e' capitato, non e' colpa mia, la prossima volta sara' diverso. Ma no!!! E' la stessa cosa, perche' il mio modo di ragionare e' sempre quello!! Non cambiera'...sono io che sono sempre uguale, non le situazioni che mi ritrovo a vivere.

Mah...le opzioni sono varie:

1)finire tutto il barattolo di Nutella (no worries, lo faro' domattina) :P
2)mettere tutte le mie paranoie nero su bianco da qualche parte, che sia un foglio, il blog, o il taccuino dell'analista...ma questo significherebbe non finire mai, e magari nemmeno perche' le paranoie sono tante, ma piuttosto perche' e'sempre una molto ben ricamata e rigirata...quindi il metodo e' definitivamente di dubbia riuscita.
3)uscire ed ubriacarmi, cosicche' da dimenticare suddetti pensieri per quelle benedette 3 o 4 ore,salvo poi pagare con hungover from hell il giorno dopo...che poi, quanto bello sarebbe se l'alcool riuscisse a cancellare almeno un po' di quei pensieri? Intendo non solo per il tempo di una serata in discoteca. Intendo permanentemente! L'alcool brucia le cellule del cervello? Bene, mettiamo nel falo' anche un bel mucchietto di pippe mentali, che cosi' brucia meglio!
4)prendere quel deficiente del trombamico e dimenticare le paranoie con lui per una nottata, che cosi' la mattina dopo ci si risveglia tutti meglio :D ...ma ovviamente, lui e' un uomo, gli uomini sono uguali a tutte le latitudini (quindi ANCHE in Inghilterra), le paranoie non se le fanno e dormono mooolto meglio di noi. Damnit!!! Realizzare il punto 4 a volte comporta dover fare un disegno e metterglielo sotto il muso...

E se c'e' una cosa che odio, e' quando sono insoddisfatta di qualcosa nella mia vita, vado a letto, mi risveglio il giorno dopo e invece di pensare 'che bello e' un nuovo giorno' penso subito alla cosa che mi ha fatto girare le scatole il giorno precedente e quindi mi imparanoio subito per osmosi!!

Come vedete io so benissimo cosa dovrei fare ma non lo faccio... e ora penso di andare definitivamente a letto..

Alla prossima...

2 comments:

Anonymous said...

mmm...si il taccuino dell'analista farebbe di sicuro un gran bene, ma magari anche solo l'orecchio di una buona amica.Certo nessuno ha la risposta che cerchi, o la possibilità di farti agire in un determinato modo, ma secondo me fa bene lo stesso.
Tu che dici?
Se cerchi un orecchio paziente, mi offro volontaria!
xxx
Ale

Anonymous said...

marghe deciditi...
o ti droghi di meno o ti droghi di più!!
scherzo. cmq mi offro anche io per consulenze. soprattutto notturne tanto sto a scrivere la tesi e sono al picì 24/7. a fare tutto tranne che scriverla quindi ci sono proprio anche for you!
smack. chiara.