....il mio ultimo post. HAHAHAHAHAHHAHAH. Che bei tempi! quando ero ancora una giovane ragazzina che si divertiva e si spatacciava! Hhahahahahahah LOL.
Adesso sono una donna seria hahahaha. Come no. :)
Saturday, 3 January 2009
Monday, 30 April 2007
Yay, sono una talent scout
Jared e la sua band hanno vinto due premi agli MTV awards australiani. Sul palco Jared aveva gli occhi che piu' blu non si puo'!!!! :) pero' poteva anche togliersi gli occhiali scuri durante l'intervista, non c'era mica il sole!!! :P
vedo che hanno gia' fatto fuori il nuovo bassista. Grandeee!! LOL
Io sono appena tornata da lavoro, mi sento che mi sta venendo l'influenza, la schiena mi sta uccidendo, e ho fame ma non ho junk food rimasto in casa....in piu', la gatta e' sparita! Spero che torni piu' tardi come fa sempre... :(
mah!!!Kiarella certo che ci penso per Milano...voglio venirci!!!!!!
vedo che hanno gia' fatto fuori il nuovo bassista. Grandeee!! LOL
Io sono appena tornata da lavoro, mi sento che mi sta venendo l'influenza, la schiena mi sta uccidendo, e ho fame ma non ho junk food rimasto in casa....in piu', la gatta e' sparita! Spero che torni piu' tardi come fa sempre... :(
mah!!!Kiarella certo che ci penso per Milano...voglio venirci!!!!!!
Saturday, 28 April 2007
Nooo!!!
Thursday, 1 March 2007
:' (

The book of love
by Peter Gabriel
The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It's full of charts and facts and figures and instructions for dancing
But I
I love it when you read to me
And you
You can read me anything
The book of love has music in it
In fact that's where music comes from
Some of it is just transcendental
Some of it is just really dumb
But I
I love it when you sing to me
And you
You can sing me anything
The book of love is long and boring
And written very long ago
It's full of flowers and heart-shaped boxes
And things we're all too young to know
But I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
You ought to give me wedding rings...
by Peter Gabriel
The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It's full of charts and facts and figures and instructions for dancing
But I
I love it when you read to me
And you
You can read me anything
The book of love has music in it
In fact that's where music comes from
Some of it is just transcendental
Some of it is just really dumb
But I
I love it when you sing to me
And you
You can sing me anything
The book of love is long and boring
And written very long ago
It's full of flowers and heart-shaped boxes
And things we're all too young to know
But I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
You ought to give me wedding rings...
Wednesday, 21 February 2007
Nostalgia
Questa l'avevo gia letta in precedenza, se non sbaglio e' girata anche per email. Ma non posso fare a meno di riportarla un'ennesima volta, perche' ogni volta che la rileggo mi emoziono...
“Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia ad una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni ‘80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ‘90. Per non aver vissuto direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare al lupo che frutta vuoi, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Leggevamo il Paninaro i topolini e l’Intrepido. Andavamo a scuola quando il 31 ottobre era la vigilia dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (alora ti piacevano, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, E.T. o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball (”con Crystal Ball ci puoi giocare”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ‘82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno era la favorita. L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 d’Agosto.
L’ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. No avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso, non dicevi quello è obeso. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto, bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno di nostri? Congratulazioni a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini, per l’ultima volta."
“Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia ad una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni ‘80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ‘90. Per non aver vissuto direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare al lupo che frutta vuoi, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Leggevamo il Paninaro i topolini e l’Intrepido. Andavamo a scuola quando il 31 ottobre era la vigilia dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (alora ti piacevano, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, E.T. o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball (”con Crystal Ball ci puoi giocare”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ‘82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno era la favorita. L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 d’Agosto.
L’ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. No avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso, non dicevi quello è obeso. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto, bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo
Sunday, 18 February 2007
Nella terra degli indiani
Voglio scrivere una storia. Una storia ambientata nella terra dei Native Indians, prima della scoperta dell'America, prima di Colombo e dei conquistadores, quando gli autoctoni vivevano in villaggi in quello che poi sarebbe diventato il paese piu' potente del mondo. Ignari del fatto che, dall'altra parte dell'oceano esisteva un mondo parallelo molto piu' avanzato e al contempo molto piu' corrotto e tribolato. Mi ha sempre fatto un certo effetto pensare che questi popoli vivessero laddove ora sorgono citta' immense e ultratecnologiche. L'Europa ci ha messo secoli e secoli per svilupparsi e crearsi un'identita', di popoli, di linguaggi, mentre il Nuovo Continente non solo ha impiegato forse un quarto del tempo, ma e' anche piu' avanzato sotto certi aspetti ( e non pochi, a dire il vero).
Questo perche' partiva avvantaggiato. Era come una tabula rasa su cui l'uomo ha potuto ripartire da zero, cercando di evitare gli errori piu' macroscopici commessi durante la centenaria storia del Vecchio Continente. Ci avete mai pensato... L'America non ha mai avuto re, o regine, principi e principesse. E' una cosa che mi ha sempre affascinato, cosi' come il fatto che tutt'oggi, alcuni stati americani portano ancora il nome delle tribu' di indiani che li abitavano secoli e secoli fa.
Avrei voluto essere un'indiana. Di quelle con i capelli lunghi al vento e gli occhi allungati...ok, magari qui sono un po' influenzata da Pocahontas... Eden mi ha detto che secondo lei, in una qualche vita precedente io lo sono stata davvero, un'Indiana. :)
Cmq, tutto questo mi e' venuto in mente pensando alla scena finale di Apocalypto..che e' la mia preferita, e mi ha dato i brividi la prima volta che l'ho vista. Chi non vuole spoiler smetta di leggere qui!!!!! ....ma sono sicura che non siete poi troppo bothered... :)
Alla fine, quando Jaguar Paw e i suoi inseguitori giungono finalmente alla spiaggia, e si fermano come abbagliati guardando qualcosa che si staglia all'orizzonte. La camera segue i loro sguardi e possiamo vedere, sul mare, una piccola flotta di navi si sta avvicinando, con uomini cosi' diversi che guardano nella loro direzione. Quasi come se vivessero su due pianeti differenti, eppure e' lo stesso...
Come al solito e' tardi, sono le due di notte, e io sto per andare a dormire. Mi chiedevo che cosa vorrei fare adesso, per uscire da questo stato in cui mi trovo. Ma non so proprio cosa fare! A parte magari uscire e cercare di distrarmi un po', ha ragione Chiara, pensare che devo smettere di pensare e' comunque pensare! Beh magari se esco con le mie amiche avro' piu possibilita' di distrazione, che ne so...bloody hell!! Perche' mi vado sempre a mettere in queste situazioni???
Qualche anno fa mi consolavo dicendo che beh, e' capitato, non e' colpa mia, la prossima volta sara' diverso. Ma no!!! E' la stessa cosa, perche' il mio modo di ragionare e' sempre quello!! Non cambiera'...sono io che sono sempre uguale, non le situazioni che mi ritrovo a vivere.
Mah...le opzioni sono varie:
1)finire tutto il barattolo di Nutella (no worries, lo faro' domattina) :P
2)mettere tutte le mie paranoie nero su bianco da qualche parte, che sia un foglio, il blog, o il taccuino dell'analista...ma questo significherebbe non finire mai, e magari nemmeno perche' le paranoie sono tante, ma piuttosto perche' e'sempre una molto ben ricamata e rigirata...quindi il metodo e' definitivamente di dubbia riuscita.
3)uscire ed ubriacarmi, cosicche' da dimenticare suddetti pensieri per quelle benedette 3 o 4 ore,salvo poi pagare con hungover from hell il giorno dopo...che poi, quanto bello sarebbe se l'alcool riuscisse a cancellare almeno un po' di quei pensieri? Intendo non solo per il tempo di una serata in discoteca. Intendo permanentemente! L'alcool brucia le cellule del cervello? Bene, mettiamo nel falo' anche un bel mucchietto di pippe mentali, che cosi' brucia meglio!
4)prendere quel deficiente del trombamico e dimenticare le paranoie con lui per una nottata, che cosi' la mattina dopo ci si risveglia tutti meglio :D ...ma ovviamente, lui e' un uomo, gli uomini sono uguali a tutte le latitudini (quindi ANCHE in Inghilterra), le paranoie non se le fanno e dormono mooolto meglio di noi. Damnit!!! Realizzare il punto 4 a volte comporta dover fare un disegno e metterglielo sotto il muso...
E se c'e' una cosa che odio, e' quando sono insoddisfatta di qualcosa nella mia vita, vado a letto, mi risveglio il giorno dopo e invece di pensare 'che bello e' un nuovo giorno' penso subito alla cosa che mi ha fatto girare le scatole il giorno precedente e quindi mi imparanoio subito per osmosi!!
Come vedete io so benissimo cosa dovrei fare ma non lo faccio... e ora penso di andare definitivamente a letto..
Alla prossima...
Questo perche' partiva avvantaggiato. Era come una tabula rasa su cui l'uomo ha potuto ripartire da zero, cercando di evitare gli errori piu' macroscopici commessi durante la centenaria storia del Vecchio Continente. Ci avete mai pensato... L'America non ha mai avuto re, o regine, principi e principesse. E' una cosa che mi ha sempre affascinato, cosi' come il fatto che tutt'oggi, alcuni stati americani portano ancora il nome delle tribu' di indiani che li abitavano secoli e secoli fa.
Avrei voluto essere un'indiana. Di quelle con i capelli lunghi al vento e gli occhi allungati...ok, magari qui sono un po' influenzata da Pocahontas... Eden mi ha detto che secondo lei, in una qualche vita precedente io lo sono stata davvero, un'Indiana. :)
Cmq, tutto questo mi e' venuto in mente pensando alla scena finale di Apocalypto..che e' la mia preferita, e mi ha dato i brividi la prima volta che l'ho vista. Chi non vuole spoiler smetta di leggere qui!!!!! ....ma sono sicura che non siete poi troppo bothered... :)
Alla fine, quando Jaguar Paw e i suoi inseguitori giungono finalmente alla spiaggia, e si fermano come abbagliati guardando qualcosa che si staglia all'orizzonte. La camera segue i loro sguardi e possiamo vedere, sul mare, una piccola flotta di navi si sta avvicinando, con uomini cosi' diversi che guardano nella loro direzione. Quasi come se vivessero su due pianeti differenti, eppure e' lo stesso...
Come al solito e' tardi, sono le due di notte, e io sto per andare a dormire. Mi chiedevo che cosa vorrei fare adesso, per uscire da questo stato in cui mi trovo. Ma non so proprio cosa fare! A parte magari uscire e cercare di distrarmi un po', ha ragione Chiara, pensare che devo smettere di pensare e' comunque pensare! Beh magari se esco con le mie amiche avro' piu possibilita' di distrazione, che ne so...bloody hell!! Perche' mi vado sempre a mettere in queste situazioni???
Qualche anno fa mi consolavo dicendo che beh, e' capitato, non e' colpa mia, la prossima volta sara' diverso. Ma no!!! E' la stessa cosa, perche' il mio modo di ragionare e' sempre quello!! Non cambiera'...sono io che sono sempre uguale, non le situazioni che mi ritrovo a vivere.
Mah...le opzioni sono varie:
1)finire tutto il barattolo di Nutella (no worries, lo faro' domattina) :P
2)mettere tutte le mie paranoie nero su bianco da qualche parte, che sia un foglio, il blog, o il taccuino dell'analista...ma questo significherebbe non finire mai, e magari nemmeno perche' le paranoie sono tante, ma piuttosto perche' e'sempre una molto ben ricamata e rigirata...quindi il metodo e' definitivamente di dubbia riuscita.
3)uscire ed ubriacarmi, cosicche' da dimenticare suddetti pensieri per quelle benedette 3 o 4 ore,salvo poi pagare con hungover from hell il giorno dopo...che poi, quanto bello sarebbe se l'alcool riuscisse a cancellare almeno un po' di quei pensieri? Intendo non solo per il tempo di una serata in discoteca. Intendo permanentemente! L'alcool brucia le cellule del cervello? Bene, mettiamo nel falo' anche un bel mucchietto di pippe mentali, che cosi' brucia meglio!
4)prendere quel deficiente del trombamico e dimenticare le paranoie con lui per una nottata, che cosi' la mattina dopo ci si risveglia tutti meglio :D ...ma ovviamente, lui e' un uomo, gli uomini sono uguali a tutte le latitudini (quindi ANCHE in Inghilterra), le paranoie non se le fanno e dormono mooolto meglio di noi. Damnit!!! Realizzare il punto 4 a volte comporta dover fare un disegno e metterglielo sotto il muso...
E se c'e' una cosa che odio, e' quando sono insoddisfatta di qualcosa nella mia vita, vado a letto, mi risveglio il giorno dopo e invece di pensare 'che bello e' un nuovo giorno' penso subito alla cosa che mi ha fatto girare le scatole il giorno precedente e quindi mi imparanoio subito per osmosi!!
Come vedete io so benissimo cosa dovrei fare ma non lo faccio... e ora penso di andare definitivamente a letto..
Alla prossima...
Saturday, 17 February 2007
Say it right
Devo smetterla di pensare- devo smetterla di pensare - devo smetterla di pensare. Pensare troppo porta alla creazione delle cosidette "pippe mentali", altrimenti denominate paranoie, e noi non le vogliamo, vero?? (Ecco qua, comincio pure a parlare come Gollum).
Devo veramente disconnettere il cervello per un po'! Sul serio! Oggi era il mio giorno libero, e a parte tentare di riordinare camera mia (le mie cose hanno una vita propria, non importa quante volte tento di addomesticarle e farle rimanere al loro posto, vincono sempre loro!! O forse e' tutto dovuto all'intervento di Merda?? - per informazioni su questo simpatico personaggio chiedere a Vale... LOL), dicevo, a parte questo non ho fatto altro se non chattare su msn, mangiare pancakes e nutella e pensare furiosamente. Male, molto male!!!
E domani mi aspetta un'altra bella giornata al lavoro...speriamo almeno che sia bel tempo che cosi' tira su il morale un po' a tutti...
La mia nuova canzone preferita e' Say it right di Nelly Furtado! So che non importa niente a nessuno, ma dovevo scriverlo dato che sara' gia' la 32esima volta che la ascolto in un'ora. :D
E come dice Stefan, che bel crappy saturday!!! mah...
disconnetti il cervello disconnetti il cervello, disconnetti il cervello....
Devo veramente disconnettere il cervello per un po'! Sul serio! Oggi era il mio giorno libero, e a parte tentare di riordinare camera mia (le mie cose hanno una vita propria, non importa quante volte tento di addomesticarle e farle rimanere al loro posto, vincono sempre loro!! O forse e' tutto dovuto all'intervento di Merda?? - per informazioni su questo simpatico personaggio chiedere a Vale... LOL), dicevo, a parte questo non ho fatto altro se non chattare su msn, mangiare pancakes e nutella e pensare furiosamente. Male, molto male!!!
E domani mi aspetta un'altra bella giornata al lavoro...speriamo almeno che sia bel tempo che cosi' tira su il morale un po' a tutti...
La mia nuova canzone preferita e' Say it right di Nelly Furtado! So che non importa niente a nessuno, ma dovevo scriverlo dato che sara' gia' la 32esima volta che la ascolto in un'ora. :D
E come dice Stefan, che bel crappy saturday!!! mah...
disconnetti il cervello disconnetti il cervello, disconnetti il cervello....
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